Il Bilancio Sociale 2025 del Consorzio l’Arcolaio restituisce un anno di lavoro, ma è anche un manifesto di intenzioni.
In occasione della sua presentazione all’Assemblea dei Soci del 17 giugno, abbiamo intervistato il presidente Stefano Marchioni e la vicepresidente Carla Ferrero per capire quali sfide abbiamo affrontato come Consorzio e quali ancora ci attendano.
Consolidamento: la parola del 2025
È questa la parola scelta da entrambi per fotografare l’anno appena concluso. Il Consorzio l’Arcolaio arriva al 2026 con sedici anni di storia alle spalle e un fatturato che ha toccato i 40 milioni di euro. Ma, come sottolinea la nostra vicepresidente, il dato economico non è il cuore della questione: «Vorrei parlare di consolidamento del Consorzio che unisce cooperative piccole, grandi e medie di tutto il territorio bolognese, che hanno rafforzato esperienza, servizi e progetti». Un consolidamento che, come aggiunge Carla Ferrero, si accompagna a un impegno imprescindibile: la garanzia del posto di lavoro e della continuità occupazionale.
Anche per il nostro presidente la parola chiave è la stessa, letta però attraverso la scelta delle cooperative socie di investire nel Consorzio: una scelta che implica, come spiega Stefano Marchioni, «rinunciare a un pezzo di identità» per costruire qualcosa di condiviso. Un investimento che nel 2025 ha iniziato a dare i suoi frutti, non solo nella crescita del valore della produzione, ma anche nella sua diversificazione.
Accanto alle scelte di ogni consorziata, rilevante è sicuramente il lavoro di ideazione, progettazione e mantenimento di un’identità consortile che dal 2024 viene svolto dall’Hub Culturale del Consorzio e portato avanti attraverso cabine di regia e azioni di comunicazione interne ed esterne.
Le sfide del 2026
Guardando al futuro, la vicepresidente indica la direzione: potenziare e tutelare i servizi di tipo B, quelli dell’inserimento lavorativo, il cui valore è triplicato negli ultimi anni. Un risultato che si traduce in opportunità concrete per persone definite “svantaggiate” dalla normativa, molte delle quali sono oggi socie delle stesse cooperative. La sfida, spiega Carla Ferrero, è integrare sempre meglio i servizi di tipo B con quelli di tipo A, rivolti alle persone, per rendere l’Arcolaio un punto di riferimento territoriale anche per gli enti pubblici.
Il presidente allarga poi lo sguardo al contesto europeo, citando il nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo e la contrazione degli investimenti pubblici in settori come il verde e le pulizie. Una sfida di adattamento, ma senza perdere l’identità: «Continuare a essere noi stessi sapendo leggere i segni del tempo», con un approccio capace di innovarsi giorno dopo giorno, per continuare a offrire opportunità di lavoro e di vita.
Per approfondire, scarica il Bilancio Sociale 2025.



