Nuovi appartamenti per costruire autonomia

Nuovi appartamenti per costruire autonomia

Avere un lavoro e un reddito oggi non basta più per trovare casa. È una delle contraddizioni del mercato abitativo, che lascia in condizioni di vulnerabilità anche persone economicamente autonome. Per rispondere a questo bisogno, lo scorso 5 ottobre Comune di Bologna e ASP Città di Bologna hanno presentato il nuovo progetto di housing temporaneo di via Raimondi 41, nel quartiere Navile: una palazzina completamente riqualificata, con 6 appartamenti e 20 posti letto destinati a persone adulte che hanno attraversato situazioni di fragilità e stanno costruendo un percorso verso l’autonomia abitativa.

«Abbiamo visto in questi anni, anche con il Piano per l’Abitare, come ormai non sia sufficiente un lavoro, un reddito, per trovare una casa a prezzi accessibili e potersela permettere», ha spiegato Emily Clancy, vicesindaca del Comune di Bologna. «È particolarmente importante quindi continuare a investire anche sull’accoglienza temporanea».

L’intervento è stato realizzato grazie alle risorse del PNRR e a fondi propri di ASP, per un investimento complessivo di 995mila euro nella riqualificazione dell’immobile. Dal 5 ottobre le prime sette persone hanno già fatto il loro ingresso nella struttura.

«Questo è un condominio che accoglie sei appartamenti, nei quali verranno accolte persone in un progetto di housing temporaneo», ha dichiarato Stefano Brugnara, amministratore unico di ASP Città di Bologna. «Sono persone che escono da percorsi di fragilità e che hanno l’autonomia e tutti i requisiti per coabitare in un luogo completamente ristrutturato».

Il ruolo del Consorzio l’Arcolaio: accompagnare le persone verso l’autonomia

La gestione del servizio di housing temporaneo di via Raimondi 41 ci è stata affidata da ASP Città di Bologna. Il Consorzio mette quindi in campo un’équipe composta da una coordinatrice operativa, tutor abitativi e una figura dedicata alla mediazione di comunità.

Ogni persona viene accompagnata attraverso un progetto individualizzato, costruito a partire dalle proprie risorse, necessità e obiettivi. I tutor abitativi offrono supporto nella ricerca di un lavoro e di una soluzione abitativa stabile, nelle pratiche amministrative e nell’accesso ai servizi del territorio. Un’attenzione particolare è dedicata anche alla convivenza, alla cura degli spazi condivisi e alla costruzione di relazioni positive tra le persone accolte e con il contesto di quartiere.

«Lavorare sull’autonomia delle persone e quindi sul tema della casa e del lavoro significa proprio dare una dignità di alloggio, di dimensione abitativa vera e propria», ha sottolineato Matilde Madrid, assessora al Welfare del Comune di Bologna. «Qui, assieme agli alloggi per le persone, ci sarà anche uno degli appartamenti dedicato al lavoro educativo, con operatori specializzati nell’accompagnamento alla convivenza e nei percorsi di inserimento lavorativo».

La permanenza negli appartamenti è regolata da assegnazioni semestrali rinnovabili, nell’ambito di percorsi che ordinariamente possono durare fino a due anni e, in situazioni eccezionali, essere prolungati fino a sei.

Dall’accoglienza all’autonomia: una risposta alla crisi abitativa

Il progetto di via Raimondi si inserisce nel progressivo ampliamento della rete cittadina di housing temporaneo, che oggi conta complessivamente 42 alloggi e 76 posti letto. Un modello che punta a superare le grandi strutture collettive a favore di soluzioni abitative diffuse, capaci di restituire alle persone una dimensione domestica e una maggiore autonomia.

È nello spazio tra l’autonomia economica già raggiunta e le barriere che impediscono l’accesso alla casa, che si colloca il lavoro di accompagnamento abitativo del nostro consorzio. L’housing temporaneo diventa così uno strumento per evitare che situazioni di vulnerabilità si trasformino in marginalità, offrendo alle persone il tempo e il sostegno necessari per consolidare il proprio percorso.

L’apertura del condominio di via Raimondi rappresenta anche un’opportunità per il quartiere Navile, dove il tema dell’abitare si intreccia con quello della qualità delle relazioni e della vita di comunità.

«Sicurezza è dare diritti a queste persone e dare ai residenti la possibilità di vedere persone che escono dalla marginalità», ha osservato Federica Mazzoni, presidente del Quartiere Navile. «Il senso di sicurezza è qualcosa che deve muoverci a livello collettivo. Quest’iniziativa si muove nella prevenzione e nella promozione di coesione sociale».

Una prospettiva che valorizza il ruolo dell’abitare come strumento di inclusione e partecipazione e in cui siamo fieri di essere in prima linea.