Contro la povertà, le relazioni contano

Contro la povertà, le relazioni contano

Raccontare le persone, i loro percorsi e le relazioni che rendono possibile l’inclusione, andando oltre gli stereotipi e le categorie con cui spesso si definiscono le condizioni di fragilità. È stato questo il filo conduttore dell’iniziativa di sabato 17 ottobre all’Happy Center di via Antonio di Vincenzo, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà promossa dalle Nazioni Unite.

L’incontro “Noi e la città”, promosso dal Comune di Bologna e da ASP Città di Bologna, in collaborazione con il Consorzio l’Arcolaio, CIDAS e MondoDonna, ha messo al centro le esperienze di chi lavora nei servizi, di chi li attraversa e di chi, attraverso il volontariato e la partecipazione alla vita dei quartieri, contribuisce ogni giorno a costruire legami e opportunità, dando visibilità alle persone e alle comunità che, con il proprio impegno, contrastano l’esclusione sociale e  rendono concreta l’inclusione.

Sono intervenuti, per i saluti istituzionali, l’assessora al Welfare del Comune di Bologna, Matilde Madrid, e la Direttrice dell’Area Coesione Sociale di ASP Città di Bologna, Annalisa Faccini. Il Consorzio l’Arcolaio e CIDAS hanno quindi raccontato la nascita e gli obiettivi della mostra fotografica diffusa “Porta il tuo sguardo”, mentre MondoDonna ha presentato il progetto “RipaRare” e il percorso da cui prende forma.

“Porta il tuo sguardo”: una mostra diffusa per guardare i quartieri con occhi nuovi

Oltre 250 fotografie raccolte attraverso una call cittadina, a cui hanno partecipato oltre 100 persone, danno forma a “Porta il tuo sguardo”, un progetto di ricerca-azione e narrazione visuale che utilizza la fotografia come strumento di incontro e conoscenza reciproca. La mostra, avviata il 17 ottobre, si sviluppa in diversi luoghi di Bologna e invita a osservare il territorio con uno sguardo nuovo, riconoscendo ciò che spesso rimane invisibile nella quotidianità.
Il progetto è nato negli spazi di comunità animati dagli operatori della mediazione sociale e dei Laboratori di Comunità Happy Center, Belletrame e Laboratorio E20.
Qui persone con e senza dimora, volontari, commercianti e abitanti dei quartieri hanno condiviso esperienze di esplorazione urbana e laboratori fotografici, intrecciando prospettive e narrazioni differenti.

Il percorso ha coinvolto anche persone che frequentano i servizi sociali e di accoglienza, attraverso laboratori realizzati in collaborazione con Happy Center, Laboratorio E20, Belletrame e FAMI Rethink. La fotografia è diventata così un linguaggio comune, capace di favorire la partecipazione e di superare distanze sociali, valorizzando la possibilità di raccontare il mondo a partire dalla propria esperienza. Le immagini compongono una mappa emotiva dei quartieri, fatta di dettagli, incontri, memorie, scorci quotidiani e piccoli gesti di umanità.

Tra gli sguardi raccolti c’è quello di Leda Giordani, 82 anni, che vive in Bolognina dal 1952 e da dieci anni coltiva la passione per la fotografia con il cellulare. Dalle prime immagini della propria cucina è passata a esplorare il quartiere, lasciandosi guidare dalla luce e dalla scoperta di nuovi mondi nei luoghi familiari.

“Porta il tuo sguardo” è un invito a riconoscere, dietro condizioni di vita e storie differenti, un comune desiderio di essere visti, ascoltati e riconosciuti.

La mostra sarà ospitata per circa un mese in diversi spazi cittadini: Happy Center, SPAM mercato Albani – Box Lilla, Casa di Quartiere Katia Bertasi, Casa di Quartiere Fondo Comini, Casa di Quartiere Scipione dal Ferro, Belletrame, Casa di Quartiere Lunetta Gamberini e Laboratorio E20. L’esposizione al Box Lilla di SPAM mercato Albani sarà visitabile dal 17 al 29 ottobre.

“RipaRare”: la fragilità come possibilità di rinascita

Nel corso dell’incontro è stato presentato anche “RipaRare”, progetto fotografico che mette in relazione l’immagine con l’antica arte giapponese del kintsugi, la tecnica che ripara le ceramiche valorizzando le fratture con lacca e polvere d’oro. La mostra esplora i temi della resilienza, della rinascita e della bellezza che può emergere anche dalle esperienze più difficili.
Alcune delle opere sono state realizzate da donne senza dimora che hanno partecipato a un ciclo di laboratori promosso da MondoDonna e condotto dalla fotografa Marika Puicher e dalla psicologa Maria Beatrice Malerba. Il percorso si è sviluppato nell’ambito del progetto Step Forward, sostenuto con i fondi dell’8 per mille della Chiesa valdese, e del Progetto Stazione di Posta Lama di Reno, sostenuto con fondi PNRR.

Dalla partecipazione delle donne è emerso il forte bisogno di ritrovarsi, creare insieme, condividere le proprie storie e abitare uno spazio di sorellanza. Attraverso la fotografia, le autrici hanno raccontato vissuti intimi e dolorosi, ricomponendo le immagini strappate e impreziosendo ogni crepa con una foglia d’oro. Le opere celebrano così la bellezza della vulnerabilità e la forza che può nascere dalle ferite, trasformate in segni di unicità e occasioni di nuova consapevolezza.
La mostra sarà inaugurata il 18 ottobre a Casa Ruozi, in via Castelmerlo 13, dove resterà visitabile fino al 25 novembre.

I servizi sono persone: storie che costruiscono la città

La mattinata ha dedicato uno spazio significativo anche alle persone che, con il proprio percorso di vita, testimoniano il valore delle relazioni e delle opportunità offerte dai servizi e dai contesti di comunità.
Un momento particolare è stato riservato al ricordo di Luigi Russo, scomparso nel giugno 2026. Nato nel 1961, dopo aver conosciuto il carcere e la vita di strada, Russo aveva partecipato al progetto Housing First ed era stato tra coloro che contribuirono attivamente alla progettazione dell’Happy Center nel 2014. In seguito aveva lavorato come operatore sociale in diversi servizi della Cooperativa Piazza Grande, tra cui Housing First, il centro di accoglienza Zaccarelli e Tutti a Casa Anziani. Artista, autore di poesie e dipinti, ha lasciato un segno importante per la capacità di mettere in discussione le convenzioni e trasformare la propria esperienza in occasioni di relazione e cambiamento. Alcune sue opere sono esposte nella mostra ad Happy Center.

Nel dialogo “I servizi sono persone” è intervenuto anche Imad Ait Yousef, 34 anni, originario del Marocco, che oggi vive autonomamente a Bologna e lavora con un contratto a tempo indeterminato in una comunità per minori stranieri non accompagnati. Il suo percorso in città è ripartito dal Condominio Scalo, dove ha trovato relazioni, amicizie e, come racconta lui stesso, “una famiglia”.

Ha portato la sua testimonianza anche Susana Liberatore, psicanalista, membro dell’associazione culturale Diversa/mente e volontaria al Laboratorio di comunità E20, conduce ogni settimana un incontro di scrittura dedicato alla parola che resta, occasione per stare insieme, conversare e creare relazioni. “Nello stare insieme c’è sostegno”, racconta Susana. L’incontro è aperto e coinvolge ogni settimana sei o sette persone, uomini e donne, che creano oggetti capaci di “parlare”.

Community Matching: il servizio che costruisce legami e partecipazione sul territorio

Il progetto fotografico “Porta il tuo sguardo” nasce anche dal lavoro del servizio Community Matching – gestito da ASP Città di Bologna in collaborazione con la cooperativa sociale CIDAS – che opera nell’ambito dell’Area Prossimità in stretto raccordo con gli altri servizi della rete. Il servizio svolge un’attività quotidiana di ascolto, osservazione e mediazione, attraverso la presenza nei quartieri e il dialogo con cittadini (con e senza dimora), volontari, associazioni e istituzioni. Un lavoro che permette di leggere i bisogni emergenti, individuali e collettivi, valorizzare le risorse del territorio e favorire il coordinamento tra le realtà che possono contribuire a dare risposte.

Nel primo semestre del 2026 il servizio ha realizzato 78 attività con le associazioni, mantenuto 117 contatti con realtà associative e registrato 116 accessi al box presente al mercato di via Albani; ha inoltre intercettato 54 persone nei presidi di mediazione e lavorato con quattro comitati cittadini.
Nello stesso periodo, il servizio Community Matching, tramite l’indirizzo e-mail: community.matching@cidas.coop, il numero 345 1185347 e il form apposito, ha ricevuto 249 segnalazioni dalla cittadinanza, 10 provenienti da attività commerciali e 44 da realtà ed associazioni del territorio.
Il percorso partecipativo di “Porta il tuo sguardo”, sviluppato da aprile a ottobre 2026, ha coinvolto 44 cittadine e cittadini e raggiunto 41 realtà associative, 20 delle quali direttamente coinvolte nel progetto. Sono stati quindi realizzati quattro laboratori, con contatti e attivazioni che hanno coinvolto i servizi GEA (Grave Emarginazione Adulta) e SA (Servizi per l’Abitare).

Informazioni per visitare le mostre

“Porta il tuo sguardo” – mostra fotografica diffusa
Dal 17 ottobre, per circa un mese, la mostra sarà ospitata in diversi spazi di Bologna.

• Happy Center, via Antonio di Vincenzo 26: lunedì dalle 12 alle 17; da martedì a venerdì dalle 10 alle 17.
• SPAM mercato Albani – Box Lilla: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14.30 e dalle 18 alle 23; sabato dalle 18 alle 23.30. La mostra sarà visitabile dal 17 al 29 ottobre.
• Casa di Quartiere Katia Bertasi, via Aristotile Fioravanti 18/3: mostra visibile dall’esterno, attraverso le vetrate laterali della struttura.
• Casa di Quartiere Fondo Comini, via Fioravanti 68: dal lunedì al sabato dalle 14.30 alle 19.
• Casa di Quartiere Scipione dal Ferro, via Sante Vincenzi 50: dal lunedì al giovedì dalle 8 alle 23; dal venerdì al sabato dalle 8 alle 00.30.
• Belletrame, via don Paolo Serra Zanetti 2: martedì dalle 17 alle 21.
• Casa di Quartiere Lunetta Gamberini, via degli Orti 60: lunedì, martedì e giovedì dalle 9.30 alle 19; venerdì dalle 9.30 alle 18.00.
• Laboratorio E20, via Mauro Sarti 20: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17; sabato dalle 10.30 alle 17.

“RipaRare” – mostra fotografica
Dal 18 ottobre al 25 novembre 2026

Casa Ruozi, via Castelmerlo 13, Bologna.
Orari di apertura:
• Lunedì, martedì, mercoledì e giovedì: dalle 8 alle 24.
• Venerdì: dalle 8 all’1.
• Sabato: dalle 10 all’1.
• Domenica: dalle 10 alle 23.