Bologna è una delle città in cui si sta realizzando il Progetto Nazionale per l’inclusione e l’integrazione di bambine, bambini e adolescenti Rom, Sinti e Caminanti. Al centro i diritti dei minori e il ruolo prioritario della loro educazione, obiettivi da raggiungere con un approccio sistemico. La nuova progettazione nazionale 2024-2026, finanziata con Fondi PN Inclusione, prevede interventi che riguardano soprattutto il mondo della scuola, ma non solo.
Il coordinamento, a livello locale, è assunto dal Comune di Bologna, che opera in sinergia con ASP Città di Bologna per le funzioni di monitoraggio tecnico-amministrativo e realizzazione dei moduli previsti dal progetto; le azioni sono messe in campo dal Consorzio l’Arcolaio (Open Group e Società Dolce).
La nuova progettazione nazionale 2024-2026 prosegue un percorso avviato in maniera sperimentale nel 2013, includendo nuovi territori e realtà, facilitando iniziative per un maggior coinvolgimento e partecipazione delle comunità, ampliando il target di età dei beneficiari e articolando il percorso con ulteriori linee di azioni specifiche.
A Bologna il progetto mette in capo attività nei contesti scolastici, nei contesti abitativi (aree sosta, microaree e alloggi), ma anche attività extra-scolastiche.
Sono coinvolti sei istituti comprensivi, una scuola secondaria di secondo grado e diversi enti di istruzione e formazione professionale.
Il coordinamento e la definizione degli interventi avvengono in tavoli locali, a cui siedono le scuole, i servizi sociali e i responsabili dei servizi, e nelle équipe multidisciplinari che vedono partecipare gli insegnanti, gli assistenti sociali, i referenti sanitari per discutere i singoli casi.
Le iniziative previste mirano a contribuire al supporto educativo di bambine/i e adolescenti coinvolti, in stretta collaborazione con insegnanti, famiglie e altre figure professionali, per garantire un buon coordinamento tra i diversi interventi.
Centrale è la figura del facilitatore/facilitatrice, una persona che è parte della comunità e che viene ingaggiata per facilitare le relazioni con operatori e istituzioni, una persona che viene formata e, se adatta al ruolo e interessata, viene assunta, diventando un’operatrice a tutti gli effetti.
Gli interventi delle nostre operatrici e dei nostri operatori si concentrano nel contesto scolastico, con un supporto educativo che faciliti l’inclusione dei giovani studenti; in laboratori extrascolastici che si tengono a scuola; in attività nei contesti abitativi (come l’accompagnamento ai servizi socio sanitari, all’uso di piattaforme digitali per l’accesso alla scuola o in generale alla Pubblica Amministrazione, l’affiancamento nella ricerca di soluzioni abitative).
Inoltre, il progetto mira alla partecipazione attiva delle famiglie e delle comunità rom, sinte e caminanti nell’organizzazione di seminari e percorsi formativi rivolti a insegnanti e operatori dei servizi sociali, e nella realizzazione di eventi, mostre fotografiche e percorsi audio-fotografici o podcast aperti alla cittadinanza.

